Novità Settembre 29, 2026

Leone XIV a Lourdes: “Non siete un peso”. La cura al servizio della vita e della dignità

A Lourdes, nella sua visita apostolica, Leone XIV ha incontrato i pellegrini sofferenti ospitati all’Accueil Notre-Dame e gli operatori che ogni giorno si prendono cura di loro. In questo luogo, dove da oltre 150 anni persone provenienti da tutto il mondo affidano a Gesù, per mezzo di Maria, le proprie sofferenze fisiche, psicologiche e spirituali, il Papa ha posto al centro del suo incontro il valore della persona, la dignità della vita e la vocazione alla cura.

Rivolgendosi anzitutto ai malati, Leone XIV ha voluto pronunciare parole semplici e forti: “non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa”. A Lourdes, ha ricordato, la fragilità non viene nascosta, ma diventa luogo di incontro e di relazione. Lo sguardo di Maria, infatti, riconosce ciascuno come persona unica e ricorda che nessuno è invisibile agli occhi di Dio.

È da questa consapevolezza che nasce il richiamo del Papa alla dignità inviolabile di ogni essere umano. “La persona umana è infatti ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute”. Una dignità che nessuna condizione di malattia, fragilità o dipendenza può diminuire e che nessuna legge umana può cancellare.

Proprio a partire da questa dignità, Leone XIV ha affrontato con chiarezza anche il tema della morte procurata. “La tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”, ha affermato. E, rivolgendosi agli operatori sanitari, ha ribadito con forza: “Siate servitori appassionati della vita!”, perché “la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata”.

Il richiamo del Papa non è separato dalla sua attenzione concreta alla cura. Al contrario, si inserisce in una visione della medicina e della sanità chiamate a rimanere accanto alla persona, soprattutto quando la malattia rende più vulnerabili. Leone XIV ha ringraziato medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali e volontari per il loro servizio alla dignità della persona e li ha invitati a sviluppare senza sosta le strutture di cure palliative e di ricerca, accompagnando nello stesso tempo i malati con tenerezza, come avviene a Lourdes.

“Curando i corpi – ha ricordato il Papa – voi curate anche le anime”. In queste parole emerge una concezione della cura che non si limita alla malattia, ma guarda alla persona nella sua integralità. La salute, infatti, non riguarda soltanto il corpo: chiede prossimità, ascolto, accompagnamento e attenzione alle dimensioni psicologiche e spirituali della sofferenza.

A Lourdes questa prospettiva assume un significato particolare. Qui il malato non è semplicemente destinatario di un servizio, ma è al centro di una comunità che accoglie, accompagna e condivide il cammino della sofferenza. La cura diventa così un’esperienza concreta di prossimità, nella quale il gesto sanitario, la presenza pastorale e il servizio dei volontari concorrono a custodire la dignità della persona e ad alimentare la speranza.

Al termine dell’incontro, Leone XIV ha incontrato personalmente numerosi malati e accompagnatori, portando loro la sua vicinanza e la sua benedizione. Alle persone in situazione di fragilità ha lasciato un incoraggiamento: “La vita è bella e preziosa, non scoraggiatevi: Nostra Signora di Lourdes vi tiene per mano”. Ai volontari ha ricordato invece che il loro servizio può diventare strumento attraverso cui Dio rinnova la speranza di quanti arrivano a Lourdes e ripartono “con il cuore in pace”, trasformati dall’esperienza vissuta.

Nel cuore del messaggio di Leone XIV rimane dunque un invito a custodire una cultura della cura nella quale la persona viene prima della sua malattia, la fragilità non diventa motivo di esclusione e la sofferenza non rende la vita meno degna di essere accompagnata e custodita. A Lourdes, il Papa ha ricordato che prendersi cura significa stare accanto alla persona fino in fondo, difenderne la dignità e servire la vita con competenza, tenerezza e speranza.

Si può leggere l’articolo e vedere il video al link:https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-09/papa-leone-xiv-incontro-malati-volontari-lourdes-accueil-vita.html