In occasione della quinta edizione della Marcia Nazionale per la Vita, svoltasi il 20 settembre a Bratislava, Papa Leone XIV ha rivolto un messaggio agli organizzatori e ai partecipanti, richiamando l’importanza di accogliere e custodire il dono della vita in ogni sua fase, dal concepimento fino al naturale tramonto.
Il Santo Padre ha sottolineato la necessità di promuovere una cultura capace di prendersi cura soprattutto delle persone più fragili e indifese, contribuendo alla costruzione di una società più fraterna e solidale. Un invito che richiama direttamente la responsabilità di custodire la dignità di ogni persona, riconoscendone il valore in ogni condizione di vita, anche quando è segnata dalla malattia, dalla sofferenza e dalla vulnerabilità.
La cura della vita, infatti, non può limitarsi alla sua tutela, ma richiede una prossimità concreta verso chi vive situazioni di difficoltà e bisogno. In questa prospettiva, l’attenzione alla salute, all’accompagnamento delle persone malate e al sostegno delle famiglie rappresenta una dimensione essenziale di una società che pone la persona al centro. La promozione della vita si traduce così nella responsabilità di garantire accoglienza, assistenza e sostegno, in particolare a chi rischia di essere lasciato ai margini.
Nel suo messaggio, Leone XIV richiama inoltre il valore della dignità umana e la necessità di contrastare ogni forma di violenza e di offesa alla persona. Un tema già affrontato dal Pontefice durante l’udienza generale del 16 settembre, nella quale, riprendendo l’insegnamento della Gaudium et spes, ha definito «vergognose» le azioni contrarie alla vita, tra cui l’aborto e l’eutanasia, insieme a tutte le forme di violazione dell’integrità e della dignità umana.
La Marcia di Bratislava, alla quale hanno partecipato migliaia di famiglie e giovani, ha posto al centro anche il sostegno concreto alle madri e alle famiglie in difficoltà. Un impegno che richiama la necessità di una cura condivisa, capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi dell’esistenza e di promuovere condizioni di vita rispettose della dignità di ciascuno.
La tutela della vita e la cura della persona si presentano, dunque, come una responsabilità che coinvolge la comunità cristiana, le istituzioni e l’intera società. Accogliere ogni persona, accompagnarla nella fragilità e custodirne la dignità significa rendere concreta una cultura della cura, nella quale nessuno venga lasciato solo nel tempo della sofferenza e del bisogno.
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