Percorsi tematici Marzo 8, 2025

Il Papa: «La maternità e la vita di anziani e malati vanno tutelate»

Il Papa plaude all’attività del Movimento per la Vita. Non ha ovviamente potuto incontrare ii partecipanti al pellegrinaggio organizzato per il 50° di fondazione, ma ha inviato un messaggio letto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin durante la messa di questa mattina, sabato 8 marzo, nella Basilica Vaticana, che per felice coincidenza capita nella Giornata dell’8 marzo. «Dispiace che non possiate incontrare il Santo Padre Francesco, com’era nelle previsioni – ha detto il porporato, prima di leggere il testo -. Ci sentiamo tuttavia profondamente uniti a lui e preghiamo per la sua salute».

«Vi incoraggio a portare avanti la tutela sociale della maternità e l’accoglienza della vita umana in ogni sua fase», è scritto nel messaggio del Papa. Dopo aver denunciato la diffusione della «cultura dello scarto», Francesco afferma che «c’è ancora e più che mai bisogno di persone di ogni età che si spendano concretamente al servizio della vita umana, soprattutto quando è più fragile e vulnerabile; perché essa è sacra, creata da Dio per un destino grande e bello». Una società giusta, ricorda il Pontefice, «non si costruisce eliminando i nascituri indesiderati, gli anziani non più autonomi o i malati incurabili».

«L’occasione che vi ha radunati a Roma è importante – ricorda papa Bergoglio -: il cinquantesimo anniversario del Movimento per la Vita, il cui primo germoglio è stato il Centro di Aiuto alla Vita nato a Firenze nel 1975». Da allora, in tutta Italia, «i Centri di Aiuto alla Vita si sono moltiplicati. E ad essi si sono aggiunti le Case di Accoglienza, i servizi Sos Vita, il Progetto Gemma e le Culle per la vita. Innumerevoli iniziative sono state intraprese per promuovere a tutti i livelli della società la cultura dell’accoglienza e dei diritti dell’uomo». Il Pontefice quindi conosce «il valore del servizio» reso alla Chiesa e alla società. «Insieme alla solidarietà concreta, vissuta con lo stile della vicinanza e della prossimità alle mamme in difficoltà per una gravidanza difficile o inattesa, voi promuovete la cultura della vita in senso ampio. E cercate di farlo con franchezza, amore e tenacia – prosegue il messaggio -, tenendo strettamente unita la verità alla carità verso tutti. Vi guidano in questo gli esempi e gli insegnamenti di Carlo Casini, che aveva fatto del servizio alla vita il centro del suo apostolato laicale e del suo impegno politico».

«Siete venuti – ricorda Francesco – da tante parti d’Italia per rinnovare ancora una volta il vostro ‘sì’ alla civiltà dell’amore, consapevoli che liberare le donne dai condizionamenti che le spingono a non dare alla luce il proprio figlio è un principio di rinnovamento della società civile – sottolinea Francesco -. È sotto gli occhi di tutti, infatti, come oggi la società sia strutturata sulle categorie del possedere, del fare, del produrre, dell’apparire». «Il vostro impegno, in armonia con quello di tutta la Chiesa – scrive ancora il Papa -, indica una progettualità diversa, che pone al centro la dignità della persona e privilegia chi è più debole. Il concepito rappresenta, per eccellenza, ogni uomo e donna che non conta, che non ha voce. Mettersi dalla sua parte significa farsi solidali con tutti gli scartati del mondo. E lo sguardo del cuore che lo riconosce come uno o una di noi è la leva che muove questa progettualità».

Come raccomandazione finale, il Pontefice esorta: «Continuate a scommettere sulle donne, sulla loro capacità di accoglienza, di generosità e di coraggio. Le donne devono poter contare sul sostegno dell’intera comunità civile ed ecclesiale, e i Centri di Aiuto alla Vita possono diventare un punto di riferimento per tutti. Vi ringrazio per le pagine di speranza e di tenerezza che aiutate a scrivere nel libro della storia e che rimangono incancellabili: portano e porteranno tanti frutti».