La visita di Papa Leone XIV al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia, il 20 giugno 2026, si è trasformata in un forte messaggio di speranza per il mondo della salute e della cura. Accolto da bambini, pazienti, famiglie e operatori sanitari, il Pontefice ha voluto sostare accanto a chi vive la prova della malattia, manifestando con gesti semplici e parole profonde la sua vicinanza a chi soffre.
Salutando personalmente i piccoli pazienti e le persone in cura, insieme ai loro familiari, il Papa ha sottolineato il ruolo insostituibile della famiglia, ricordando che nei momenti più difficili la presenza e l’amore dei propri cari diventano una forza indispensabile. «Dio vuole che nessuno soffra», ha affermato, ribadendo che il Signore non abbandona mai chi attraversa il dolore, ma si rende presente anche attraverso coloro che si prendono cura degli altri.
Leone XIV ha espresso un sentito ringraziamento ai medici, agli infermieri, ai ricercatori e a tutto il personale del CNAO, definendoli strumenti attraverso i quali Dio continua a operare nella vita delle persone. Ha inoltre evidenziato il valore della ricerca scientifica come investimento per il futuro e come servizio alla dignità della persona, riconoscendo nella collaborazione tra competenza scientifica e attenzione umana un’autentica espressione di speranza.
L’incontro con i bambini in cura, che hanno donato al Santo Padre un’opera realizzata con le proprie mani e un libro di pensieri e fotografie, ha rappresentato uno dei momenti più intensi della visita, confermando l’attenzione di Leone XIV verso i più fragili e la sua costante prossimità a chi vive l’esperienza della malattia.
La visita al CNAO conferma l’impegno del Pontefice nel richiamare la centralità della persona, il valore della cura integrale e l’importanza di una sanità che sappia coniugare eccellenza scientifica, umanità e solidarietà.
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