Novità Maggio 14, 2026

Nel segno della cura e della prossimità: Papa Leone XIV ricorda San Giovanni Paolo II nel giorno dell’istituzione della Giornata Mondiale del Malato

Nel corso dell’udienza generale del 13 maggio in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha voluto ricordare con un gesto intenso e carico di significato il quarantacinquesimo anniversario dell’attentato a San Giovanni Paolo II. Fermandosi in preghiera davanti alla lapide che ricorda il luogo in cui, il 13 maggio 1981, Karol Wojtyła fu ferito, il Pontefice ha richiamato alla memoria della Chiesa e del mondo una pagina dolorosa ma profondamente segnata dalla fede, dall’affidamento a Maria e dalla vicinanza al mistero della sofferenza umana.

Nel giorno della memoria della Madonna di Fatima, Leone XIV ha dedicato la catechesi alla Vergine Maria, affidandole anche il “grido di pace” dei popoli feriti dalla guerra. Un richiamo che assume un significato ancora più profondo alla luce della testimonianza di San Giovanni Paolo II, che proprio da quell’esperienza di dolore e fragilità maturò una sensibilità ancora più forte verso i malati, i sofferenti e quanti vivono situazioni di prova.

Non è casuale che proprio il 13 maggio, undici anni dopo l’attentato, San Giovanni Paolo II abbia istituito la Giornata Mondiale del Malato, attraverso la lettera apostolica del 1992. Una scelta che continua a ricordare alla Chiesa e alla società civile l’importanza della cura, dell’assistenza sanitaria e della prossimità verso chi soffre.

Nel suo magistero, Wojtyła sottolineava come la Chiesa, sull’esempio di Cristo, riconosca nel servizio ai malati una parte integrante della propria missione. La Giornata Mondiale del Malato nasce infatti per promuovere una cultura della cura che coinvolga comunità ecclesiali, operatori sanitari, volontari e famiglie, valorizzando non solo l’assistenza medica, ma anche l’accompagnamento umano e spirituale della persona fragile.

Il gesto compiuto da Papa Leone XIV davanti alla lapide dell’attentato si inserisce in questa continuità spirituale e pastorale: la memoria della sofferenza vissuta da un Pontefice diventa oggi richiamo concreto alla vicinanza verso chi è malato, solo o nel bisogno. La preghiera silenziosa del Papa, il suo raccoglimento e l’affidamento a Maria esprimono una Chiesa che continua a farsi prossima alle ferite dell’umanità, riconoscendo nella cura e nella compassione una testimonianza essenziale del Vangelo.

Nel ricordo di San Giovanni Paolo II e della Giornata Mondiale del Malato, si rinnova così l’invito a custodire la dignità di ogni persona sofferente e a sostenere quanti ogni giorno operano nel mondo della salute, affinché la sanità sia sempre luogo di attenzione alla persona, di solidarietà e di speranza.