Anche se nella sua dimensione soggettiva, come fatto personale, racchiuso nel concreto e irripetibile interno dell'uomo, la sofferenza sembra quasi ineffabile ed incomunicabile al tempo stesso, forse nient'altro quanto essa esige, nella sua «realtà oggettiva», che sia trattato, meditato, concepito nella forma di un esplicito problema, e che quindi intorno ad essa si pongano interrogativi (…)